Postato da: Kanym - sabato, 04 luglio 2009 - 03:13
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Been Dazed and Confused for so long it's not true.
Wanted a woman, never bargained for you.
Lots of people talk and few of them know,
soul of a woman was created below.


Jolie era da poco tornata a casa. Era seduta alla sua scrivania, posta sotto la finestra da cui entrava la luce della luna. Amava quella postazione, sembrava come se fosse rapita dalla magia romantica della luna quando stava lì a meditare.
Toc Toc
Lei era, ovviamente, persa nei suoi pensieri, non aveva minimamente sentito i passi della madre che risalivano le scale, nè tantomeno il suo bussare alla porta. E la madre, non sentendo nessuna risposta, entrò lentamente nella cameretta di Jolie pensando che si fosse addormentata (com'era già capitato) alla scrivania. Vedendola sveglia, Sophie le si avvicinò lentamente e le spostò i capelli con estrema delicatezza, per poi sfiorarle il collo con le sue labbra. Jolie lentamente inclinò la testa verso l'altro lato, per poter guardare negli occhi sua madre. Il suo sguardo era un misto di emozioni, fra rabbia e odio, tristezza e amore. Rimasero così per quasi un minuto, quasi come se stessero parlando. Poi automaticamente Sophie poggiò la sua mano destra sulla testa di Jolie, e carezzando lentamente disse:«Buonanotte» e come lentamente era entrata, così uscì dalla mansarda.
Una volta ai piedi delle scale, portò le sue mani sul volto, poi spostò i capelli all'indietro. Ma erano ricci, ribelli, e subito tornarono nella posizione di prima.
Mise le mani sul bacino, guardando in alto, come per chiedere consiglio a qualcuno, per qualcosa non riuscisse a risolvere, successivamente entrò nella sua camera, lasciando la porta un pò socchiusa. Distesasi lentamente sul letto, accese la tivù su un canale a caso.
«Buonanotte e ben ritrovati con noi per un'altra puntata di..»
Le solite cose.
Era sul letto, con la schiena poggiata sul cuscino e le braccia conserte sull'addome. Lo sguardo perso nel vuoto.
Dopo pochi minuti, lenti e leggeri passi fuori dalla sua camera. Era Jolie. Aprì lentamente la porta della camera di sua madre e lì rimase per una manciata di secondi. Si decise ad entrare e con la testa bassa, mentre con la mano destra di accarezzava il braccio sinistro, poggiò un ginocchio sul letto e chiedendo a sua madre con voce delicata:«Posso?»
La madre, quando vide Jolie entrare nella stanza e posare quel ginocchio sul letto, una luce diversa, indecifrabile, le attraversò gli occhi che da vuoti e spenti ridivennero di nuovo dolci, ma di una dolcezza non usuale e allargò le braccia per accogliere quella ragazza che non vedeva semplicemente come una figlia.
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Postato da: Kanym - venerdì, 03 luglio 2009 - 03:51
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Take me down
To the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Take me home


Passava questa canzone, su Virgin Radio, quella domenica mattina alle 10.
E Jolie, nome insolito quanto il suo carattere, sta facendo colazione con latte e biscotti, seduta al tavolo mentre batte contro questa con la sua converse sulla gamba, portando il tempo della canzone.
Chissà dov'era con la sua mente, in quel momento.
Jolie è una ragazza di 17 anni, prossima ai 18. Lunghi capelli castani, lisci, occhi verdi, alta sul metro e sessanta, corporatura normale. Il suo abbigliamento tipo è maglietta di uno dei suoi gruppi preferiti, jeans e converse. Rigorosamente tappezzata di scritte fatte in ogni occasione.
Sophie, la madre, entra in cucina strofinandosi gli occhi, con addosso il suo vestitino bianco con i fiorellini blu.I suoi capelli sono ricci e neri, gli occhi color del caffè, alta anche lei sul metro e sessanta. In quel momento, era scalza. Il trucco ancora sul volto dal giorno prima, però.Il vestitino stretto, tale da evidenziare le sue forme ancora evidenti, ed i suoi capezzoli.
L'unica cosa che accomunava madre e figlia, era il viso, la sensibilità e la testardaggine.
La casa si presentava con poche stanze. La cucina all'ingresso, il bagno e la stanza della madre. Al piano di sopra, alla mansarda, c'era la stanza di Jolie.
La cucina era una stanza rettangolare, con un tavolo dove pranzavano, lavandino, frigo, televisione e radio.
Sophie si avvicina a sua figlia sorridendo:«Buongiorno principessa. Sempre con la musica nelle orecchie eh? Come va stamattina?» e le da un bacio mentre con una mano le accarezza i capelli. Jolie:«Tutto bene stamattina, mamma. Grazie». La madre risponde sorridendo semplicemente, poi va verso il mobile dei bicchieri prendendone uno, e si versa dell'acqua con una bottiglia che era vicina al lavandino. «Oggi starò in giro con le mie amiche a fare un pò di shopping. Vuoi venire con noi?», e si appoggia al lavandino, mentre beve il suo bicchiere d'acqua, aspettando la risposta della figlia.
«Ecco mamma, oggi penso che andrò a pranzare da Alfosina. Sai, mi ha invitato ieri sera, ha detto che i suoi non ci sono e che voleva un pò di compagnia. Posso mamy?» facendo gli occhi dolci e con voce mielosa. Classico, quando una ragazza vuole ottenere qualcosa. «E va bene, però non fate casino, altrimenti i suoi genitori si arrabbieranno. E ogni tanto fatti sentire, tanto lo so che uscirai direttamente e tornerai a casa solo stanotte». «Scusa mamy. Va bene mamy. Grazie mamy» quindi si alza, va verso di lei saltellando, poggia le mani sul lavandino, con sua madre fra le braccia, e le da un bacio «Sapevo che mi avresti detto di sì». «Stronza, sei proprio come tua madre» ridacchiando. «Lo so. Comunque ora esco, vado a fare un giro». «Quando potrò averti un pò in casa? Stai sempre tutto il giorno fuori». «Ma mamma! E' estate. E poi vado anche bene a scuola. Cosa vuoi di più alla vita?». «Solo stare un pò di più con la mia principessa» guardandola negli occhi. In quel momento iniziò a vibrare il telefonino di Jolie, che subito risponde «Pronto?»
Alfosina:«Sono Alfonsina, ti sbrighi ad uscire? Ti sto aspettando da un quarto d'ora». «Si scusa, stavo facendo colazione. Volo!» quindi saluta la madre con un altro bacio e corre via «Ciao mà. Ti voglio bene».
«Sì. Anche io», ma oramai era sola. Le braccia penzolano lungo il corpo. Posa il bicchiere nel lavandino e sospira.
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Postato da: Kanym - lunedì, 29 giugno 2009 - 01:27
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 ~ Jimi Hendrix - Little Wing


E quella canzone riecheggiava fra le strade della città
Inondando i lampioni, i marciapiedi, i passanti, i santi
Nulla v'era, in quelle vie, che non fosse stato toccato
Tutto c'era...
Volare, galleggiando sulle note di quella litania
Ballando, ballando con una malizia invisibile
Poi tutti a terra
Con lo sguardo verso al cielo
E fra le stelle, diventare perso


~>KaNyM<~
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Postato da: Kanym - martedì, 23 giugno 2009 - 02:29
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I nostri corpi sempre più si sfiorano
Mentre le nostra labbra si abbracciano.
Il respiro si fa sempre più intenso
Ma mai quanto questo momento.

~>KaNyM<~
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!!!

Postato da: Kanym - giovedì, 18 giugno 2009 - 01:29
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Sì.
Io ci arriverò.
Lì.
Dove non arrivano gli angeli.

~>KaNyM<~
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Postato da: Kanym - venerdì, 05 giugno 2009 - 00:14
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Abbi paura di TE stesso.


~>KaNyM<~
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Postato da: Kanym - giovedì, 04 giugno 2009 - 00:13
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Let The Music Play...
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Postato da: Kanym - lunedì, 01 giugno 2009 - 21:25
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What do you do when you DISCOVER you're useless?


~>KaNyM<~
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Postato da: Kanym - domenica, 31 maggio 2009 - 00:33
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Ma il contrario di scendere è non scendere, o salire?

~>KaNyM<~
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Postato da: Kanym - sabato, 16 maggio 2009 - 01:42
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What remains to you if..
The world is already done?
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Postato da: Kanym - martedì, 12 maggio 2009 - 01:09
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E quelle sue labbra salate mi sfiorarono

Per l'ennesima volta
Ancora

~>KaNyM<~
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Postato da: Kanym - sabato, 09 maggio 2009 - 16:44
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Che bello essere te.
Puoi ammirarti quando e quanto vuoi.
Puoi vedere il tuo bellissimo corpo nudo e non rimanerne stupita della perfezione.
Puoi decidere quale profumo usare per ammaliare più facilmente gli uomini, anche se a te...non serve.
Basta guardarti negli occhi per far innamorare del tuo fascino anche la luna nel suo miglior stato.
Basta starti affianco per sentirsi incantati.
Tutto ciò che è esistente su questa terra
Non riuscirebbe a descrivere meglio di come sei, quanto possa tu essere una creatura unica e meravigliosa.

~>KaNyM<~



p.s.
Però questa non mi piace.
Tranne l'ultimo rigo
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Postato da: Kanym - martedì, 28 aprile 2009 - 22:20
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...è dedicata ad Ellen

Al buio le lacrime non brillano.


~>KaNyM<~
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Postato da: Kanym - lunedì, 06 aprile 2009 - 00:49
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Siamo qui,
Sospesi nell'aria,
A volteggiare nei nostri pensieri,
Sospesi, nell'aria della nostra mente,
Dove siamo liberi più che mai,
Senza tener conto di nessuno,
Senza tener conto di niente.
Vuoto assoluto.
Un pò relativo
Ma sempre ampiamente vuoto.
E noi, sospesi più che mai,
Volteggiamo nei nostri pensieri,
Come facciamo sempre,
O mai.
Per il resto dei nostri giorni.


~>KaNyM<~
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Postato da: Kanym - venerdì, 03 aprile 2009 - 22:22
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Voi! Non potreste neanche lontanamente immaginare
Il peso di quella croce che sta portando,
Un semplice ragazzo quale Egli è.
Lo ammetto! Neanche io potrei.
Son sicuro che non riuscirei.
Non v'è nulla da dire.
Cosa potrebbe sostituire quel dolore incolmabile?
Cercare parole per ciò, sarebbe come tentare di colmare un pozzo senza fondo con l'aiuto della semplice pioggia.
Checchè se ne dica di Egli,
E' da ammirare.
Il peso di quella croce...
Era troppo pesante.

~>KaNyM<~
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